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santarsiere mappa

ci conosciamo?

dovremmo

questo sono io

Mi chiamo Stefano Santarsiere e per vivere scrivo libri, nel senso che non riesco proprio a farne a meno

Mi piacciono l’avventura, la scienza, gli enigmi e il soprannaturale, e la scrittura mi permette di sperimentare, condurre indagini, risolvere misteri e girare il mondo anche stando seduto. Comodo, no?

I miei romanzi nascono così, da luoghi e interessi distanti che pian piano collego come puntini su una mappa. Viaggio con l’immaginazione costruendo trame, raccogliendo indizi, inventando personaggi — un po’ geniali, un po’ infernali — che mi accompagnano ovunque, dalla foresta amazzonica alle isole Fiji, o solo fino al bar sotto casa, a Bologna.

La stessa città in cui vive Charles Fort, il giornalista / copywriter  protagonista di due romanzi usciti per Newton Compton, La mappa della città morta e I guardiani dell’isola perduta

Da poco, però, mi sono spostato più a sud, in Basilicata, in compagnia di Lucio Lobello, un trentacinquenne spiantato che si crede il diavolo. Assurdo, vero?

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e questo il mio nuovo romanzo

E se ti dicessi che il diavolo esiste e che vive come un — non proprio esemplare — essere umano?

Mentre un’epidemia di antrace flagella gli allevamenti della Val d’Agri, il cuore petrolifero della Basilicata, qualcuno fa apparire dei misteriosi altari nelle campagne, opera forse della stessa mano che ha tentato di sottrarre una preziosa reliquia da una chiesa locale. Quando, su un altare, tra croci e candele viene deposto il cadavere di una vecchia, gli eventi prendono una piega inattesa.

Le accuse ricadono su Lucio Lobello, trentenne ludopatico e tossicodipendente che nasconde un segreto inconfessabile: quello di essere il diavolo, il principe delle tenebre in persona, che da millenni erra per il mondo sotto mentite spoglie sfuggendo a un gruppo di arcangeli che vorrebbe ricacciarlo negli inferi. O almeno così crede lui. Ma per scampare a una condanna per omicidio, stavolta Lobello dovrà allearsi proprio con uno dei suoi avversari: un prete…

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Il più bel trucco del Diavolo sta nel convincerci che non esiste, hanno detto. Eppure, eccomi qui. Dopo tremila anni a passeggiare sulla Terra, mi sono stancato. Non c’è alcuno scopo, nella mia esistenza, ma la verità è che sono troppo vigliacco per tornare all’inferno dove provengo.

I miei demoni non sono più Legione, Belial e Belzebù, ma la droga, il gioco e l’alcol. Ci credi? Ho le mani che sudano e il cuore che accelera i battiti per l’eccitazione. O per la paura. Come adesso, mentre due mezze calze della polizia cercando di incastrarmi per un omicidio che non ho commesso. Ero strafatto, capisci? Non posso essere stato io, ma come faccio a provarlo a questi idioti?

 

vuoi scrivermi?

Ora che hai conosciuto, senza morirne, me e il Diavolo, possiamo considerarci amici. Se hai letto i miei romanzi — uno qualsiasi va bene, non mi formalizzo — e hai qualche domanda, scrivimi! E non hai bisogno di sottoscrivere un patto faustiano per avere una risposta. Almeno, non per il momento…

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stefano@santarsiere.it

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A case solved by Sherlock & Watson, 2018, The Sign of the Two