Avventura di un romanzo: dal web alle librerie

  • di Stefano Santarsiere
  • 8 Mar, 2016

Oggi c’è una mappa. Una volta c’era un enigma.

La mappa della città morta è un’idea che germoglia nel 2012, a seguito di alcune letture riguardanti le esplorazioni geografiche e i tanti personaggi che hanno animato la scoperta del mondo conosciuto. Un’epopea tra le più esaltanti della storia umana, alimentata dalla sete di conoscenza e dalla speranza di ricche conquiste. Talvolta le spedizioni erano organizzate e finanziate nel segno di luoghi leggendari da scoprire o tesori nascosti di cui impadronirsi, come nel caso dell’Eldorado; veri e propri miti che eccitavano l’avidità delle corone europee e l’ambizione degli avventurieri.

Mentre leggevo, mi chiedevo se l’Eldorado, oggi, avrebbe l’aspetto di una città pavimentata d’oro o piuttosto di uno scrigno pieno di tecnologie da utilizzare nella lotta per la supremazia tra Stati.

Tuttavia l’idea è rimasta poco più che un abbozzo per quasi un anno e mezzo. Altri progetti si sono fatti largo nella mia testa e nelle mie risorse. Fin quando, nell’estate del 2014 quel vecchio germoglio ha guadagnato altezza e luce, è diventato un fuscello e poi un piccolo albero. Questo perché i personaggi e la trama principale – tutta basata su un enigma geologico e su una scoperta millenaria – si erano accampati nella mia fantasia e non volevano più togliere le tende. Così ho tagliato le parti in eccesso, levigato protagonisti, motivazioni e intreccio, e in pochi mesi ho finito le mie abituali tre stesure. Alla fine è venuto fuori un romanzo che ho chiamato L’enigma della città nera.

Mi resi conto che si trattava di una cosa molto diversa da ciò che avevo scritto fino a quel momento: sembrava che una specie di James Rollins si fosse eretto nella mia mente scacciando i vari Chandler, Bradbury, King, e mi avesse spinto a scrivere un libro appartenente a una specie per me nuova. Era un Enigma, in tutto e per tutto, incluso il suo protagonista, quel giornalista che si cela dietro lo pseudonimo di Charles Fort.

La stessa cosa che ho fatto io, scegliendo lo pseudonimo di Steve Santo. Così come Charles Fort, sentivo forse la necessità di affidare a un’identità diversa dalla mia questo figlio così speciale.

Ma il problema è che non sapevo bene a chi inviare il manoscritto. Alla fine del 2014 non avevo molte speranze di giungere a una pubblicazione con una casa editrice tradizionale, considerate le difficoltà del mondo editoriale e la diffidenza verso i narratori di intrigo e avventura nostrani che mi sembrava di percepire. Se escludo Marco Buticchi, non mi vengono in mente altri scrittori italiani di quel genere – parlo ovviamente dei viventi.

Così tentai la strada del self-publishing, scoprendo le difficoltà anche di questa soluzione. Dovevo fare da solo l’editing, la copertina (per cui mi affidai a un amico straordinariamente creativo), curare la promozione per sperare che qualcuno notasse il titolo. Scelsi piattaforma KDP di Amazon, una soluzione che il colosso di Bezos propone agli scrittori chiedendo un’esclusiva di pubblicazione e ricompensando con una maggiore visibilità all’interno dello store, che è fra i più utilizzati del web.

Proposi il romanzo alla fine di gennaio del 2015 e creai (anzi la creò per me lo stesso amico della copertina) una pagina Facebook.
Dopo pochi giorni iniziai a vendere le prime copie. A quelle prime ne seguirono altre, con alcune recensioni, per fortuna positive. Giorno dopo giorno le copie e le recensioni si sommarono con mia grande sorpresa. Probabile che la sequenza copertina-titolo-estratto gratuito dell’incipit giocasse a mio favore, tant’è che a san Valentino il libro iniziò a vendere numeri a cifra doppia, ogni giorno, salendo sempre più in classifica. A fine febbraio era già al primo posto nelle classifiche di categoria (gialli-thriller) e fra i primi 20 nella top 100 a pagamento. A metà marzo raggiunse la top 10. Prima di Pasqua era terzo.
Ma a quel punto avevo già ricevuto la proposta di Newton Compton alla casella Facebook del libro.

Ora, quando ti arriva una proposta del genere, anche da una casa editrice di primo piano, mentre il libro viaggia a una media di 150 download al giorno e le royalties ti vengono accreditate con regolarità certosina, non posso negare che per un po’ si resta a riflettere su cosa fare. Interrompere il gioco e i guadagni? Rifiutare e andare avanti (come dicono ogni santa volta alle nove di sera su Rai 1)?

Scelsi la prima soluzione, ma strappando altri venti giorni di permanenza del libro su Amazon. La Newton accettò e i lettori scaricarono le ultime copie de L’enigma della città nera fino al trenta aprile o giù di lì. Poi l’Enigma sparì e il romanzo iniziò un nuovo viaggio, la cui Mappa era tutta da disegnare. Ma avevamo quasi un anno davanti, e gli editor della Newton Compton sono degli ottimi nocchieri.

Stefano Santarsiere

Amo le storie e i protagonisti che difendono ciò che hanno di più prezioso. Sono stanziale più che posso, ma grazie alla scrittura mi sposto sulle latitudini dell’immaginazione. La mappa della città morta è il mio primo romanzo per Newton Compton Editori.

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Amo le storie e i protagonisti che difendono ciò che hanno di più prezioso. Sono stanziale più che posso, ma grazie alla scrittura mi sposto sulle latitudini dell’immaginazione. Il mistero della reliquia dimenticata è il mio nuovo romanzo, un noir / hard boiled che ha per protagonista Lucio Lobello, un uomo che si crede il diavolo.
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